Mulino del Chioso
Il Mulino, alimentato dalle sorgive di Cervarezza, figura censito nella Carta idrografica d'Italia nel 1888.
L'impianto era probabilmente azionato da tre ruote orizzontali a mescolo.
Sebbene in abbandono si conserva in discrete condizioni (recentemente acquistato da un privato che lo sta ristrutturando).
A circa cento metri da questo si trova il mulino Mezzichello, anch'esso in abbandono.
Distanza da Busana Km 4, l'edificio si trova nell'abitato di Cervarezza sulla strada che conduce al campo sportivo.
Mulino del Rosto
Il mulino è già esistente agli inizi del XIX secolo.
Nel 1821compare nell'elenco dei mulini del circondario di Castelnovo né Monti con la denominazione "Delle Roste". L'opificio, attivo fino agli ultimi anni del 1960, era azionato da tre ruote orizzontali a ritrecine con le relative coppie di macine. Conserva gli impianti di macinazione del grano, del granoturco e delle castagne.
E' raggiungibile dalla SS 63 in direzione Cervarezza Terme, oppure staccandosi dalla SS 63 in località Terminaccio di Castelnovo Monti e dirigendosi verso Costa de' Grassi, Ca' Ferrari.
Distanza da Busana km 6.
I Mulini di Rio Riccò e Ponte Secchia
Il mulino di Rio Riccò attivo dal 1930 al 1985, dotato di tre macine- per il grano- mais ed altri cereali- e per le castagne; alimentato dalle acque di Rio Riccò del rio Topo e dalle sorgenti del Ventasso poi utilizzate nell'acquedotto di Busana. Le acque erano raccolte nella gora,costruita nella parte alta della località di rio Riccò, dove esiste tutt'ora una casa in sasso, che in epoca antecedente al 1930 era un mulino.
b) il mulino del Ponte Secchia, alimentato dalle acque del fiume Secchia- attualmente acquistato da un privato.
Nell'epoca in cui (prima della guerra 1940-45 durante e dopo) i campi venivano coltivati, entrambi i mulini erano molto attivi e servivano diversi paesi limitrofi, anche in presenza di difficoltà.
Fonte: Anna Anna Casanova (figlia di Arcangelo e nipote di Fiore, i fratelli che hanno attivato i mulini di Busana)
Fonte del Municipio di Busana
La fontana è situata sull’angolo della piazzetta XXV Aprile retrostante l’edificio del Municipio di Busana. Il manufatto è addossato al muro di sostegno della strada provinciale n°18. La sorgente di alimentazione della fonte è più a monte dietro gli edifici che fronteggiano l’incrocio stradale a forma di T. La fontana più antica era posizionata di lato dell’edificio dell’edicola dei giornali, dove attualmente c’è un garege privato e la pensilina della fermata degli autobus, mentre invece nell’attuale piazza c’era una grande vasca lavatoio.
Dopo la seconda guerra mondiale il lavatoio fu eliminato e la fonte spostata dalla precedente posizione in quella attuale. Poiché le tubature di alimentazione delle due cannule della fonte passano sotto edifici ed il piano stradale, in passato vi sono stati dei momenti di scarsa potabilità delle acque. La ristrutturazione delle opere di conduttura dell’acqua e del manufatto della fonte pubblica ha eliminato questo problema.
Il manufatto, come già detto e addossato al soprastante muro di sostegno stradale, strutturato a gradoni degradanti verso l’accesso alla piazzetta . La struttura indica presente un pilastrino semicircolare addossato al muro stradale contornato alla base da una vasca semicircolare concentrica con il pilastrino. Da quest’ultimo sporgono due bocche in pietra arenaria scanalata e scolpita da cui sgorga l’acqua liberamente. Tutto il manufatto è realizzato in conci di pietra disposti a mosaico, ricoperti da lastre di pietra. Sui due lati della fonte sono disposti dei sedili in pietra riutilizzando vecchie copertine di pietra dei muretti perimetrali delle nostre strade non più utilizzate.
La provenienza delle acque è da sorgente ed acquedotto locale.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fonte (ex lavatoio) a Busana
La struttura del manufatto attuale è il risultato di una ristrutturazione del vecchio lavatoio di Busana avvenuta una decina di anni fa. Esso si trovava in un punto importante del borgo poiché situato sulla via di uscita del paese, con direzione sud, da cui si raggiungeva il sito dell’antica chiesa di Busana, andata in rovina e sostituita all’attuale chiesa di S. Venanzio, edificata all’inizio del 1900 sui ruderi del castello medievale.
Serviva non solo per il lavaggio dei panni, ma era anche un punto di abbeverata per gli animali in uscita od in entrata in paese. Cambiati i tempi e gli stili di vita, la fonte lavatoio non era più necessaria; così sono scomparse le vasche per il lavaggio e si è mantenuta la fontana. Essa è sul lato sinistro della via Canedoli, quasi di fronte al numero civico 16, addossata al muro di contenimento di un orto. Dal muro sporgono due rubinetti (bloccati) da cui sgorga l’acqua con un flusso continuo, raccolta da una vasca a forma di parallelepipedo rettangolo, con pozzetto a colonnina centrale di sfioramento per smaltimento dell’acqua in eccesso. La muratura della vasca è fatta in conci di pietra arenaria squadrati, con un orlo sommitale in lastre di arenaria.
Sul lato destro, la vasca si appoggia ad un vecchio muro ad arco della struttura antica del lavatoio. La parte bassa dell’arco è stata tamponata con muratura in pietra e sul ripiano con incavo ottenuto è posto del terreno sul quale sono coltivati dei fiori. Nella nicchia soprastante è inserita una formella, un devoto di Busana, ha fatto inserire un’icona di marmo lunense, poggiante su una piccola mensola in pietra, raffigurante la Madonna che mostra il proprio sacro cuore. La Madonna è scolpita in altorilievo su un fondo zigrinato. Su un lato dell’icona sono incise le iniziali M.G. della persona devota e sotto al centro la scritta: Maggio –S.D.- MMV.
Situata in via Canedoli, Busana centro. Provenienza dell’acqua Acquedotto rurale “Ventasso”.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontanella dei Canevari
Posta a lato del gioco delle bocce, realizzata con conci di pietra arenaria squadrata, addossata al terreno del castagneto è una semplice struttura lineare, con pilastrino centrale da cui sporge un rubinetto erogante l’acqua che viene raccolta in una piccola vaschetta alla base del piastrino ed è alimentata dall’acquedotto rurale “Ventasso” di Busana. Le due ali lateral, in linea con il pilastrino centrale, si collegano a questo con degli sbalzi a gradini per seguire ed adattarsi alla pendenza del terreno. Nella stagione invernale la fonte non viene alimentata, per impedire il congelamento delle acque all’interno della tubatura, quindi al momento del rilevamento non è stato possibile fare misure di temperatura dell’acqua e portata idrica. La sua funzione è quella di dissetare i giocatori dei bocce e quanti frequentano il vicino parco dei Canevari.
Utenza: pubblica. Potabilità dell’acqua: SI
Proprietà della fonte: Comune di Busana
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontanella della Chiesa
Di struttura molto semplice, a pilastrino isolato con alla base una vaschetta di raccolta dell’acqua erogata da un rubinetto a leva. Il manufatto è stato realizzato in blocchi di pietra squadrata e posizionata sul piazzale della chiesa, di lato rispetto alla sua facciata. E’ alimentata dall’acquedotto del paese e l’erogazione dell’acqua, come per la fonte precedente è sospesa in inverno. Sulla sommità del pilastrino, su doppia copertina è posto una pietra a forma ovoidale, sempre di arenaria, ma di tessitura e granulometria diversa rispetto a quella dei conci del piastrino, che visto a distanza assume vagamente alla forma di uno stemma araldico.
Utenza: pubblica. Potabilità dell’acqua: SI
Proprietà della fonte: Comune di Busana
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana Carpina
Manufatto con muro ed ali controterra della scarpata stradale, eseguito in conci di pietra arenacea locale; copertina dello stesso tipo di pietra sulle due ali; la pavimentazione è in calcestruzzo d cemento; unico getto d’acqua regolamentato da un rubinetto a pulsante; il getto d’acqua è raccolto da una piccola vaschetta quadrata in pietra arenacea monolitica scolpita.
L’alimentazione della fontana è garantita da un vecchio acquedotto rurale, recentemente restaurato, denominato “consorzio autonomo Ventasso”, che serve l’abitato di Marmoreto.
Utenza: pubblica. Proprietà della fontana: Comune di Busana.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fonte di “S. Venanzio”
Tratto fra Busana e Marmoreto sul lato prospiciente il Campo Sportivo di Busana, i vicinanza della Chiesa di San Venanzio.
Il manufatto, addossato al terreno di un prato, è sul ciglio della strada provinciale, a breve distanza dalla chiesa di S. Venanzio, da cui prende il nome, edificata quest’ultima sui ruderi di un antico castello all’inizio del 1900. E’ stata realizzata con conci di pietra arenaria squadrati grossolanamente, stuccati e ricoperte da spesse lastre di arenaria lavorate a sezione piano-convessa. Modesto è il flusso di acqua sorgiva che alimenta la fonte, che fluisce liberamente da una bocca in arenaria, scolpita e scanalata inserita nel paramento frontale del manufatto, confluendo nel pozzetto a griglia della pavimentazione. Le due ali laterali formano un angolo dissimmetrico rispetto al paramento frontale, per mantenersi in linea con il bordo stradale.
L’attuale manufatto, realizzato nel 1988 dall’operaio stradale specializzato Bianchi Costante, progettista ed esecutore, ha recuperato una vecchia fronte preesistente di forma molto più semplice ed è quindi più visibile da che percorre la via in macchina.
Provenienza dell’acqua: da sorgente. Utenza: pubblica, da sempre la sua acqua ha fornito ristoro ai contadini che lavoravano nei campi circostanti ed alle persone che si recavano alla vicina chiesa, quanto ai giovani che giocano nel campo sportivo limitrofo.
Proprietà della fonte: Provincia di Reggio Emilia.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana del Prato
Località: Marmoreto; posta sul ciglio della strada sp.n. 18, all’ingresso dell’abitato per chi proviene da Busana.
Il manufatto è situato sul ciglio della strada provinciale con muro addossato al terreno della scarpata stradale. La muratura della fonte è in conci di pietra squadrata e stuccata; l’acqua viene raccolta da una vaschetta semicircolare formata da un monoblocco di arenaria scolpita a punta di scalpello; il paramento frontale è affiancato da due ali sempre in pietra squadrata e stuccata. L’acqua sorgiva sgorga liberamente da una sola bocca in pietra arenaria, scolpita e scanalata, incastrata nel paramento frontale sormontato, come le due ali, da copertine in pietra.
La vena d’acqua, prima dell’attuale manufatto, veniva captata da una semplice canna che fuoriusciva dalla scarpata stradale; la portata d’acqua della sorgente è sempre stata modesta ma ugualmente molto importante nel passato per gli abitanti della frazione e per i viandanti.
Stato di manutenzione del manufatto: nel 1988 la fontana è stata ristrutturata dal sorvegliante stradale Coli Alessandro su progetto del geometra Mauro Valcavi. Lo stato della muratura del manufatto è buono ma deve essere ripulita la vasca di scarico dell’acqua intasata da foglie, alghe e terriccio percui l’acqua fuoriesce espandendosi sul pavimento della fonte.
Utenza: pubblica. Proprietà della fontana: provincia di Reggio Emilia.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Il Fontanello
Località: Marmoreto posta sul ciglio stradale della Sp n° 18, nel tratto Marmoreto-Ponte
Secchia.
Fontana di costruzione recente, realizzata nel 1990 dall’operano stradale specializzato Bianchi Costante su progetto del geom. Mauro Valcavi.(*)
Il manufatto, a forma di falce di luna, è stato costruito in pietra arenaria stuccata con elementi irregolari incastrati a mosaico ed è addossato ad un prato in leggero declivio sul lato a monte della strada. L’acqua sgorga liberamente da una bocca in sasso scanalato sporgente dal paramento centrale della fonte ed è raccolta da una bella vasca semicircolare con analoga conformazione costruttiva. Il paramento centrale è contornato da due ali più basse ed il tutto presenta copertine in lastre di arenaria; la pavimentazione della fonte è realizzata sempre in lastre di arenaria stuccate e combinate a mosaico.
E’necessaria una pulizia della vasca di scarico e della pavimentazione.
Stato di approvigionamento: La fonte è ben alimentata l’acqua proviene da un vecchio acquedotto rurale il cui serbatoio si trova poche decine di metri più a monte.
Utenza: pubblica particolarmente gradita dai turisti di passaggio sulla provinciale. Proprietà della fontana: provincia.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fonte di “Cà De Manari”
Piccolo nucleo insediativo, all’interno del castagneto posto a valle della SS. n° 63 fra gli abitati di Busana e Nismozza, abitato oggi da alcune famiglie nel periodo estivo e durante i fine settimana durante l’anno.
Il manufatto presenta una struttura lineare con muro in conci di pietra arenaria, squadrata e stuccata, addossato al terreno boschivo in declivio, sul lato occidentale dell’abitato in prossimità di un antico solco erosivo, scavato dal ruscello che si è originato dalla stessa sorgente che alimenta la fonte, situata qualche centinaio di metri più .a monte. La fonte è stata per secoli la sorgente di acqua principale per la gente del paesino.
Fu costruita nel 1915, come si desume dalla data incisa su una pietra squadrata inserita nel muro frontale. Attualmente l’acqua non è a flusso libero, ma è regolamentata da un rubinetto a leva, poiché a monte della fonte, negli anni passati, è stata creata un’opera di captazione della vena sorgentifera per rifornire la frazione di acqua potabile, regolamentando il flusso idrico della stessa fonte.
Il muro presenta una copertina in calcestruzzo, sollevata parzialmente sul lato ovest dalla pressione esercitata dalla crescita del tronco di un magnifico salice addossato al manufatto.
L’acqua viene raccolta da due vasche in cemento intercomumcanti: la prima sulla destra, con funzione di pozzetto di scarico, ha il fondo più elevato rispetto a quella sulla sinistra con cui comunica, più ampia ed adibita a lavatoio. Il piano di lavaggio è formato da lastre di pietra arenaria, inclinate verso l’interno della vasca con un angolo di circa 25°, mentre il suo basamento è in cemento armato.
Utenza: abitanti della frazione ed escursionisti. La fonte, trovandosi ai margini di un antico sentiero collegante la frazione con i paesi di Busana-Marmoreto da un lato e Nismozza dall’altro, ha fornito ristoro a tutti i viandanti del passato e di oggi.
Proprietà della fonte: comunità locale e Comune Potabiita dell’acqua : si
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana dell’Amore
Località: Nismozza fontana situata sul bordo della ss n°63, a ridosso della curva di accesso al ponte che scavalca il Rio Rondino, sul lato orientale dell’abitato.
La sorgente che alimenta la fonte, situata a 849m s.I.m., fa parte di un sistema di sorgenti che appartengono alla stessa falda idrica, ma con emergenze dal suolo singole: quella della fonte stessa; quella retrostante la casa posta sulla sinistra della fonte e le sorgenti subito a monte del ponte, captate dall’attuale tombino principale che alimenta l’acquedotto rurale di Nismozza (vedi scheda relativa).
Tali sorgenti sono alimentate dalla falda idrica sotterranea profonda del m.te Ventasso- Costa Adra. E un acqua di ottima qualità e leggerezza, molto apprezzata da chiunque si
disseti alla fonte.
Il manufatto attuale è stato restaurato nel 1991, migliorato nella struttura di protezione delle opere di captazione della sorgente contro l’inquinamento, creando un nuovo muro in
pietra squadrata alle spalle della struttura della vecchia fonte, mantenendone l’aspetto e la struttura originale, ma ampliando lo spazio sopra la fonte stessa e la parte laterale sul lato del ponte. Da vecchie foto è possibile ricostruire sommariamente l’evoluzione della fonte. Nel 1917 una semplice captazione con una struttura a forma cubica ed un unico getto. In quel tempo veniva chiamata ancora “F. dell’Arbie”.
Nel 1935 viene realizzata la struttura di base dell’attuale fonte; tale data è visibile, anche se con difficoltà, incisa sulla cornice in cemento della finestra della fognatura della cunetta stradale sul lato destro della fonte. Nel pozzetto tunnel sottostradale si scaricano anche le acque della fonte stessa.
E in questo periodo che diventa usuale chiamarla “F. dell’A more”.
Dal paramento frontale, con muratura in pietra squadrata di arenaria locale, sporgono tre bocche cilindriche in cemento eroganti liberamente un forte flusso d’acqua. Lateralmente, alle tre bocche centrali, ma 30 cm più in basso, sono presenti altre 4 bocche, due per lato, di scarico del troppo pieno del tombino.
L’acqua delle tre bocche centrali è raccolta da una vasca in cemento; l’eccesso della .vasca e quello sgorgante dalle 4 bocche laterali confluiscono in un pozzetto tunnel sottostradale ritornando in luce a valle della strada congiungendosi con le acque del ruscello alimentato dall’altra sorgente vicina a quella della Fonte.
Il prospetto centrale, contornato da due ali sempre in muratura, sono ricoperti da copertine di pietra a sezione convessa e si ricollegano al muro perimetrale della strada. Attorno agli anni 60/70, a protezione della fonte stessa fu realizzato un muro in cemento armato, antiestetico, ma sul quale un poeta artista del luogo aveva scritto con vernice rossa la seguente strofa:
“chiamata son la fonte dell’Amore,
tu passegger che sosti per l’arsura
ristorati con st’acqua tersa e pura
di tal don rin grazia il creatore”
(1J.Simonelli)
Nel 1991, il Consorzio Acquedotto rurale “Rio Rondino” fece ristrutturare le opere di captazione della sorgente eliminando il muro di cemento, sostituendolo con un muro in conci di arenaria squadrati, sagomato in modo da seguire la morfologia del terreno e contornando la struttura di base della fonte.
Sul lato sinistro si è ricavato uno spazio attrezzato per la sosta disponendo due panchine ombreggiate dalle fronde dei castagni soprastanti ed abbellendo il tutto con piantine di rose ed altri fiori.
Nel prospetto centrale del muro di fondo è incastrato una tavola di legno con inciso in bassorilievo il nome della fonte. Questo muro è ricoperto da lastre di arenaria e nella parte culminante è inserito una piccola palizzata in legno a chiusura dello spazio retrostante l’intera opera.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fonte della Canalina
Località: Nismozza via del “Ponzel”- muro perimetrale delle dipendenze della Corte dei Manenti —
E’ stata la prima fontana di uso pubblico (dopo quella dell’Amore) costruita da privati (Famiglia Manenti) in paese nel primo ventennio del secolo scorso (vedi scheda sull’acquedotto Rio Rondino). La fonte molto semplice nella struttura è stàta inserita in una nicchia di forma trapezoidale ricavata in un muro, in conci di pietra arenacea., di perimetrazione e di accesso all’area della struttura di servizio della Corte Manenti. La vasca di raccolta dell’acqua, che sgorga da un’unica bocca ora regolata da un rubinetto a vite, ha le dimensioni di cm 25x35x160 ed è impermeabilizzata con un rivestimento di cemento a velo (boiacca). Un foro praticato nella parete di fondo fa scaricare l’acqua in eccesso nella fognatura sottostradale. La fonte è ombreggiata da una siepe di bosso posta sul ciglio del muro-parete contenente e circostante la nicchia stessa. Ugualmente è impermeabilizzata la parete in sasso di fondo della nicchia, per circa un terzo a partire dalla base, per impedire infiltrazioni di acqua nella muratura.
La fonte ha perso l’importanza che ha avuto per la gente del paese nel passato ed oggi disseta qualche : passante o comitive di studenti in visita al borgo, ma più spesso la sua acqua serve per annaffiare orti vicini.
Stato di approvvigionamento: Rifornita di acqua dall’acquedotto locale “Rio Rondino”.
Utenza: Pubblica • Proprietà della Fonte: Comune di Busana; gestita dal consorzio acquedotto “Rio Rondino
Interventi: sono necessarie piccole manutenzioni di stuccatura dei manufatti.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana della Gora
Località: NISMOZZA. slargo della” gora “.
Tipo di fontana e sua storia: la struttura del manufatto attuale è il risultato di una serie di cambiamenti avvenuti negli ultimi trenta anni.
Come già riportato in precedenza, la fontana ed il lavatoio pubblico furono realizzatiall’inizio degli anni 50, del secolo scorso, con opere di prestazione gratuita da parte degli abitanti di Nismozza. La fonte ed il lavatoio presero il nome dal canale artificiale (=gom) che deviava le acque dal torrente Riò Rondino e le immetteva nel bottaccio di alimentazione del limitrofo mulino.
La fonte aveva una struttura molto semplice: una colonnina, appoggiata al muro controterra di sostegno dell’ orto soprastante, da cui sporgeva il tubo di alimentazione regolamentato da un rubinetto. L’acqua veniva raccolta da due grandi vasche intercomunicanti di cemento, della misura di m 80,80x0,90x2,0O)ciascuna.
Le due vasche sempre colme di acqua servivano come abbeveratoio per gli animali del paese; soprattutto mucche e svariati asini. I pastori presenti in paese portavano le loro greggi a bere al vicino torrente. A quei tempi, al mattino ed alla sera, era un continuo susseguirsi di animali che venivano ad abbeverarsi
Naturalmente la fonte forniva l’acqua potabile per le famiglie limitrofe ed era anche un punto di richiamo per i bambini del borgo.con la fantasia le due vasche diventavano due enormi laghi, semplici pezzetti di legno dei vascelli.., e le battaglie navali infuriavano..
Altri tempi, altri giochi.
Ai gridi di gioie dei bambini si sommava il rumore dei panni sbattuti sui due piani di lavaggio della grande vasca del nuovo lavatoio nel sottostante “Bottaccio” del mulino.
Un sistema idraulico veramente efficiente: fontana-abbeveratoio-lavatoio-bottacciomulino.
Le chiacchere, le ultime nuove della vita paesana; le novità che provenivano da fuori rendevano il lavoro delle donne meno gravoso.
Passano gli anni.., siamo attorno al 1960: il mulino ha smesso di svolgere la sua opera; anche il bottaccio verrà chiuso.
Molti paesani sono emigrati in città in cerca di lavoro e di migliore fortuna. Animali nelle stalle in notevole regresso...
Fine anni 70: non servono più le vasche come abbeveratoi, vengono tolte.
La fontana viene modificata nella sua struttura ad opera del “Consorzio rurale Rio Rondino” che gestisce l’acquedotto per conto del Comune.
Segue una nuova trasformazione del pozzetto raccolta acqua all’inizio del 2000.
La fonte si presenta come documentata dalla foto:
colonnina in monolito di pietra arenaria (è un vecchio pilastrino stradale) da cui sporge il tubo erogante l’acqua, inserito nel muro di cinta dello orto soprastante; pozzetto di raccolta dell’acqua di forma semicircolare in conci di pietra squadrati con copertina di sottili lastre di arenaria. L’acqua di scarico confluisce nella sottostante fognatura.
Dati:
• Provenienza delle acque: dalle captazioni delle sorgenti a monte del ponte sulla s.s.n° 63 (acquedotto rurale “Rio Rondino”)
• Potabilità dell’acqua: sì
• Utenza:pubblica
• Proprieta della fonte: Comune di Busana
Gestione acquedotto rurale “Rio Rondino”.
- Il lavatoio limitrofo, ristrutturato nello stesso periodo nella copertura, mantiene la sua funzione, ma... solo nel periodo estivo risuona delle voci di donne che vi si recano a lavare i panni, quasi come fosse un diversivo di stile vita...
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Maestà-sorgente della “CESRINA”
Località: Nismozza la maestà con fonte è posizionata sulla via che partendo dalla ss n° 63, dilato alla cabina telefonica, sale di quota andando a congiungersi con la strada vicinale comunale del Ventasso. Questo tratto di strada, (privata, ma di uso pubblico) lastricata solo per i primi 50m poi in terra e ghiaia è stata ottenuta intubando e riempiendo un tratto dell’ antico fosso del “Canale dei Bianchi” che scende dalle propaggini sud del Monte Ventasso attraversando l’abitato in direzione nord-ovest / sud-est.
Georeferenza: Elemento n° 234042- scala 1/5000 del CTR.
Tipo di fontana: la sorgente, chiamata localmente della “Cesrina” è stata captata ed inserita in una struttura ad edicohi — maestà, situata alla quota di 867m slm sul ciglio della via che si discosta in quel punto dal fosso del Canale dei Bianchi.
Il manufatto, fatto costruire dal Dr. Amos Chiari, quindi di proprietà privata, richiama l’attenzione degli escursionisti che risalgono la via del Ventasso alla sacralità della vita dei boschi e dei monti ed è quindi un invito indiretto a rispettare l’ambiente ed a dissetarsi con l’acqua della sorgente, che sgorga alla base della maestà, con gratitudine verso al creato.
L’edicola, costruita nello stile delle maestà a piastrino, sul modello degli antichi templi, è realizzato con conci di pietra arenaria per la struttura portante, inserita nel muro perimetrale della via e di sostegno del terreno retrostante. Il timpano della maestà, ricoperto di lastre di pietra (o “piagne”), poggia su un architfive di pietra bianca ( travertino).
Lo spazio interno fra i due montanti in muratura è diviso in due parti: nella parte alta è ricavata una nicchia, contornata in mattoni antichi, al cui interno è presente un affresco di “stile pompeiano” raffigurante la “Madonna con Bambino” ai cui piedi pascolano delle pecorelle, opera del Dr.Chiari. Una mensola in lastra di travertmo forma la base delle nicchia. Nella parte bassa della struttura , da una bocca in sasso scolpito e scanalato, protetto da un mezzo “coppa”, sgorga l’acqua della sorgcnte.Da una catenella appesa alla struttura è inserito un bicchiere (in metallo di acciaio inox ) a disposizione dei viandanti. Un vasetto con fiori posto sulla mensola dà un ulteriore tocco di gentilezza e di religiosità all’ insieme.
Temperatura aria: 16° C Temperatura acgua:75° C Portata:2 lI3Osec. pari a 0,06 I/sec.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana della Pace – Monumento ai Caduti
Località: Nismozza; piazza A.Fiorini ( fotografo-orologiaio)
Tipo di fontana: è una nuova fontana di Nismozza, realizzata dallo scultore di Talada Giacomo Poletti nel 2001.
La scultura — fontana fu commissionata dal Comune di Buana allo scultore per onorare i Caduti di Nismozza in tutte le guerre e quale auspicio di pace. Essa ha completato il nuovo assetto della piazza, antistante la chiesa parrocchiale dedicata a S. Venanzio, creando un angolo artistico di tranquillità ma ricco di spunti di meditazione spirituale.
La scultura, realizzata in un unico blocco di pietra arenaria (purtroppo non della migliore qualità litologica), rappresenta un caduto, con il capo inclinato in avanti, ed il braccio sinistro disteso e privo di energia, mentre il braccio destro con un residuo di energia si aggrappa ad un tronco d’albero stilizzato.
Il corpo ripiegato in avanti, sul fianco sinistro, l’abbandono del braccio esprimono con immediatezza il momento dello spirare della vita, enfatizzato dal tronco d’albero reciso.
Lo scultore ha quindi ben rappresentato con la sua opera un insieme di dentimenti di alto valore.
Dilato completa l’opera una stele su cui è inciso lo stemma del Comune di Buana, la dedica ai Caduti e l’intestazione “Fontana della Pace” e la data “Ottobre 2001” in basso.
L’acqua sgorga liberamente da una cabaletta a forma di foglia, incisa e scanalata, ricavata al di sotto del braccio destro appoggiato al tronco d’albero e viene raccolta da una vaschetta semicircolare ricavata nella parte basale frontale del monolito. L’alimentazione della fonte proviene dalla rete locale ed il flusso è regolato da una saracinesca celata in un pozzetto della pavimentazione.
Due panchine con struttura portante metallica e pianali in asse di legno massicci, contornati da un’aiuola di piccole rose in leggero declivio verso il sottostante parcheggio, completano l’arredo della fonte.
Utenza: pubblica Proprietà della fonte: Comune di Busana; gestita Dall’acquedotto rurale “Rio Rondino”. Potabilità dell’acqua: sì
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana nuova-monumento
Località: Cervarezza-piazza 1° maggio:
E’ una nuova fontana, ideata e scolpita dallo scultore Giacomo Poletti di Talada su un grosso monolite di arenaria a contorno ovoidale.
La fonte è dedicata alla comunità di Cervarezza da parte del comune di Busana, il cui stemma è inciso sulla parte alta laterale della scultura.
L’acqua, alimentata dall’acquedotto locale, sgorga alla sommità della scultura con un flebile zampillo, in un piccolo incavo, con canaletta a beccuccio, ricadendo più in basso in una vaschetta che si trasfonna in un solco-scanalatura, inciso a metà altezza del monolite, per poi scendere verticalmente sul fianco destro.
Dalla scanalatura l’acqua scivola sino alla base del manufatto, raccolta poi da una griglia aperta sullo scarico fognario.
La presenza di un abbozzo in altorilievo di rami di piante è una esaltazione della vita biologica che risorge e domina sulla materia inorganica costituente la pietra stessa.
Naturalmente queta è la nostra personale interpretazione simbolica della scultura.
Potabilità dell’acqua: si Utenza: pubblica Stato di manutenzione: buono
Proprietà della fontana: comune di Busana. Realizzata neI 2002.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Le Tre Fontanelle o di Frassineto.
Località: Cervarezza, via Frassineto.
La fonte è alimentata da acque sorgive del posto, nota come “sorgente del Frassineto”. Il topommo chiaramente indica che in passato nel luogo erano presenti piante di frassini. La camera di captazione è alle spalle della fonte ai piedi di un muraglione di cemento armato che sostiene il pendio soprastante. La potabilizzazione dell’acqua sorgiva è controllata anche da un impianto a raggi infrarossi. Il manufatto vero e proprio è formato da un pilastrino incuneato in un angolo diedro formato dal muro di recinzione e sostegno del terreno di un edificio a villetta soprastante. Dai due lati liberi del pilastrino sporgono tre bocche scanalate e scolpite di arenaria, una dal lato sinistro e due dall’altro, da cui fluisce liberamente l’acqua della sorgente. Essa è raccolta in una vasca, che contorna il pilastrino, sempre in muratura di pietra e da questa attraverso lo scarico confluisce nella sottostante fognatura.
Sul lato destro della fonte, nel muro è presente una nicchia a lunetta, sulla sinistra (guardando la fonte) è riavato uno spazio pavimentato in pietra, arredato da sedili di pietra arenaria.
Tutto il manufatto ed il muro di contorno è realizzato in conci di pietra squadrata, con bolognini negli spigoli del muro; il pilastrino della fonte è sormontato da un’unica lastra di arenaria lavorata e di forma piano-convessa.
Dalle tre bocche fluiscono getti d’acqua con tempi leggermente diversi, quindi si è calcolata la media volumetrica dell’erogazione d’acqua, sotto riportata. Le bocchette della fonte sono
incrostate di alghe.
Potabilità dell’acqua: sì. Stato di manutenzione; buono. Utenza: pubblica. Proprietà della fontana: comune e comunità di Cervarezza
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontanone (lavatoio)
Località: Cervarezza, piazza del fontanone (zona centro-orientale dell’abitato).
La struttura attuale del complesso-lavatoio noto come “Fontanone “, riceve l’acqua dalla sorgente “Fontana” situata a poca distanza dalla stessa.
Fino ad alcuni decenni or sono l’acqua di questa sorgente costituiva l’acquedotto principale del comune di Casteinovo ne’ Monti, come concessione decretata con DM.LL.PP deI 22/7/1935 (dagli atti del comune di Busana). Sulle carte topografiche del IGM, a scala 1:25.000 (degli anni 30/40 del 1900 è ancora ben visibile il tracciato grafico di questo acquedotto. Cervarezza-C.del Bocco (con diramazione per Ca’de ‘ Ferrari e Costa dei Grassi)- Garfagnolo-Terminaccio-C. ne Monti.
L’ acqua della sorgente è stata poi dirottata al lavatoio del centro abitato di Cervarezza dopb che si è appurata la sua “non potabilità “.
Il lavatoio, chiamato popolarmente “Fontanone “ è stato sempre un punto di ritrovo della popolazione del comune montano, particolarmente per le donne.
Esso è formato da un edificio coperto da una tettoia, sostenuta da pilastri e colonne in cemento armato, suddiviso in due zone: da un lato i locali con le opere di raccolta, decantazione delle acque ed un locale di disimpegno, sull’altro lato, separata dai locali precedenti da una parete, tre grandi vasche in cemento armato di forma allungata rettangolare. Due vasche rimangono coperte dalla tettoia, mentre una, addossata al muro della piazza, più elevata rispetto al piano del lavatoio,è scoperta.
Dalla strada centrale di Cervarezza, “Via della Resistenza”, si accede al complesso passando da un vicolo secondario.
La portata della sorgente è superiore alla quantità idrica immessa e derivata nelle vasche che è di 6 Iitrilsecondo. L’acqua in eccesso non utilizzata si immette nel “Rio la Vena” mentre quella delle vasche di lavaggio del lavatoio viene raccolta dalla pubblica fognatura.
Stato di manutenzione: buono, ristrutturato neIi anni 80.
Utenza: pubblica- Acgua non potabile I
Propietà del complesso lavatoio : comune di Busana
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Nuova Fonatana del Casale
Località:Casale: Slargo sul lato destro della strada comunale CervarezzaTalada, nel punto in cui il nucleo insediativo viene diviso in due parti: uno sottostrada ,più antico, ed uno a monte più moderno.
La fonte ,ristrutturata nel 2003, come lo slargo ricavato ,ai piedi di una emergenza ofiolitica (roccia metamorfica di origine sottomarina) dalle argille sottostanti, è realizzata in muratura con pietre disposte a mosaico e stuccate.
La fonte è situata nel lato sinistro di un muro , con andamento a linea spezzata che contiene il terreno del pendio retrostante delimitando l’area del piazzale, che è pavimentato con lastre di pietra.
Di fronte alla fontana è stata ultimata in questo periodo ,una pensilina con struttura in elevato di legno, muro basale in pietra e con panchine di legno, per riparare ed accogliere persone in sosta nel luogo.
Una vasca n muratura a forma di L riceve l’acqua, che sgorga da un rubinetto a vite;
l’alimentazione della fonte è fornita dall’ acquedotto locale, con una buona pressione idrica.
Potabilità del acqua :si Utenza :pubblica
Realizzata nel 2003 Proprietà della fonte :comune di Busana Temperatura aria: 12°C Temperatura dell’acqua : 6°C
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Sorgente — Fonte della “SALA TTA”
Località: Casale. Situata sull ‘antico sentiero che dall ‘abitato di Casale porta a Busana con direzione Sud, a circa 500 m dal centro di Casale.
La fontana, isolata nel bosco, è posizionata a circa 500 m dall’abitato del Casale, sul sentiero “dei boschi” che, con direzione S./ S.O., porta verso Busana, suscita nel viandante un senso di pace e di ammirazione, di distacco dalla frenesia della vita moderna. La fonte è stata fatta restaurare dalla amministrazione comunale una decina di anni fa.
La struttura semplice ma armoniosa nell’insieme è stata realizzata con un muro portante di calcestruzzo, ma rivestito di conci di arenaria squadrati, con un paramento centrale addossato al terreno, alto circa 2m, con due ali laterali, aperte a ventaglio in avanti, leggermente più basse rispetto al muro frontale. Sia le ali che il parametro centrale sono ricoperti da lastre di arenaria. Il tombino di captazione della sorgente è posto immediatamente alle spalle del manufatto.
Dal muro onta1e sporgono due mensole in pietra, poco più in basso e centrata la bocca in pietra scolpita e scanalata, da cui sgorga liberamente un consistente getto d’acqua.
Sul pavimento in soletta di cemento, un pozzetto a griglia raccoglie l’acqua erogata, che con una tubazione sotto ìl sentiero fluisce liberamente a valle, originando un ruscello. Appoggiati ai due muri laterali sono stati realizzati due sedili in pietra.
La portata idrica della fontana risente delle variazioni climatiche stagionali, ma la sorgente è perenne.
Temperatura dell’aria: 18°C ; Temperatura della muratura: 16°C
Temperatura dell’acqua: 8°C ; Portata 0,81 /sec
Utenza : pubblica Potabilità dell’acqua: si Proprietà della fonte: comune di Busana
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana della Chiesa
Località: Talada centro, piazzetta della chiesa parrocchiale.
Essa è posizionata accanto alla chiesa parrocchiale di San Michele, che risale ai primi anni del XVIII secolo, come testimoniato da un concio siglato “IHS-G.F.LC. - 1714” ed inserito sul suo prospetto settentrionale. Il massiccio campanile, a sezione quadrangolare, tennina con una cella campanaria a monofore.
E possibile stabilire con precisione il periodo di costruzione della fontana perché sul paramento centrale è inserita una formella in marmo con su scritto:
“COMUNE Dl BUSANA
L ‘AMMINiSTRAZIONE COMUNALE
ELE7TA DAL POPOLO DEI LA VORA TORI
COL VALiDO CONCORSO
DELLA FRAZIONE
EDIFICO’ QUFSTA FONTE
DA TANTI ANNI RECLAMA TA.
AGOSTO—SETTEMBRE 1921”
Sulla formella sono presenti tre fori di forma irregolare che hanno provocato delle venature ed asportato frammenti di marmo e delle frazioni di alcune parole, ma lasciando integro il senso del discorso. Abbiamo richiesto in qual modo e circostanze la formella fu danneggiata ad una signora anziana del luogo: Ella ha attribuito il danno a tre colpi di fucile sparati da Fascisti, nel periodo del loro potere politico, quale sfregio contro un opera realizzata da socialisti. (Esiste anche una versione che riporta il fatto al periodo dell’occupazione nazista...). Una semplice fonte porta in sé la visibile testimonianza di un periodo sociale e politico turbolento, non solo locale ma nazionale ed europeo.
La struttura del manufatto è abbastanza lineare e semplice ma nell’insieme è armoniosa. La sua sagoma ricorda la forma di un trono regale: due pilastri laterali fatti di mattoni, terminanti con due cuspidi marmoree a forma piramidale, unificati da un cordolo sempre di mattoni, a tre quarti della loro altezza e da mi paramento centrale e frontale realizzato con conci di pietre squadrate di natura litologica prevalentemente calcarea.
Dal paramento centrale e dai due pilastri laterali sporgono tre rubinetti a metà altezza del manufatto. L’acqua, alimentata dal locale acquedotto rurale di Talada, è raccolta da tre vasche di dimensioni rettangolari, calibrate rispetto al paramento centrale ed ai due pilastri laterali. Nelle vasche sono posizionate delle colonrnne metalliche per lo scarico, per sfibramento, delle acque di colmo nella sottostante fognatura. All’interno le vasche sono in cemento ed all’esterno rivestite di pietre di arenaria incastrate a mosaico e stuccate.
[nota: al momento del censimento la fontana era disattivata quindi non stato possibile compiere alcuna misura idrica]
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana nei pressi dell’oratorio S.Rocco
Località: centro di Talada, piazzetta sulla via centrale, dilato all’oratorio di S.Rocco.
Manufatto in conci di pietra arenaria giustapposti, appoggiato al muro di sostegno del terreno retrostante. Presenta in primo piano due pilastri a sezione quadrangolare posti ai due lati del paramento centrale, posto in secondo piano, in cui si ripete il motivo dei due pilastri contomanti la parete di fondo a nicchia rettangolare cuspidata; da questa sporge il rubinetto erogante l’acqua che viene raccolta da un pozzetto a pilastrino, sempre fatto di pietre squadrate. La nicchia presenta nella parte alta cuspidata una lastra di pietra di forma pentagonale scolpita a bassorilievo raffigurante lo stemma del Comune. Questa lastra è stata inserita recentemente nella struttura della fonte durante il restauro dell’opera. Anche questa fonte, come quella accanto alla chiesa di San Michele, ricorda nel suo insieme la sagoma di un trono regale. La pavimentazione della fonte è lastricata. (NOTA: non abbiamo l’immagine digitale della fonte)
Provenienza dell’acqua: acquedotto rurale di Talada. Stato di manutenzione: buono.
Utenza: pubblica. Proprietà della fonte: comunità di Talada e/o Comune.
Temperatura delllaria: 12° C Temperatura dell’acqua: 7° C Portata 0,8 t/sec
Fontanella Nuova - Talada
Loacalità: Talada centro, stradina che dall’altezza del cimitero porta alla chiesa parrocchiale.
Manufatto molto semplice, costituito da un paramento di pietra a pilastrino, inserito in linea con un muretto di recinzione di un cortile privato; alla sua base una vaschetta- pozzetto a forma di tazza raccoglie l’acqua che viene erogata da un rubinetto sporgente dal piastrino. La fonte è alimentata dal locale acquedotto.
Alimentazione: acquedotto rurale di Talada. Proprietà della fonte: comunità di Talada.
Realizzazione recente: anno 2003. Utenza: pubblica.
Temperatura dell’aria: 12° C. Temperatura dell’acqua: 70 C.
Portata : 02 t/sec.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
“Fontana Cada” —sorgente
Località: strada comunale Talada — Ca’ de’ Ferrari fuori dell’abitato di Talada in prossimità del ponte che scavalca il torrente omonimo a valle della strada.
Nell’ansa compresa tra la strada, il ponte ed il torrente Talada è stata realizzata una piccola oasi di verde con un mini laghetto alimentato da un piccolo ruscello di acque sorgive. La fonte è stata realizzata con una struttura in legno, simile a quelle alpine, facendo passare il tubo di alimentazione dentro dei rami cilindrici uniti in questa forma . L’acqua erogata viene raccolta da un tronco d’albero scavato e scanalato.
Dal terreno, alla base del terrapieno stradale, protetta da un muretto a secco scaturisce l’acqua della sorgente che con un piccolo rivolo alimenta il laghetto .Vicino alla sorgente è presente un vecchio tombino dell’acquedotto rurale di Talada. Il luogo, molto ameno, è arricchito di arredi creativi: casetta in legno, ponticelli di legno, grande tavolino in legno corredato di panche...
Il nome della sorgente “Fontana cada” è rispondente alle caratteristiche termiche dell’acqua, più elevata di due gradi rispetto a quella delle sorgenti del territorio. Naturalmente l’acqua che sgorga dalla sgente non è potabile essendo al di sotto di una strada trafficata.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fonte di Cà Dè Ferrari
Località: Cà de’ Ferrari, all’ingresso nord del paese, sul ciglio della strada comunale.
Il complesso fonte-lavatoio è situato alla quota altimetrica di 718,5 m s.l.m., dato ricavato dalla carta topografica del CTR, sul ciglio della strada comunale in prossimità della curva a gomito da cui si dipartono le stradine di accesso all’abitato.
Come si può vedere dalla immagine riportata la struttura è suddivisa in due parti: a sinistra la fonte ristrutturata negli ultimi anni ed a destra la vasca del lavatoio, alimentata dalla fonte, attraverso una tubatura di collegamento, ricoperta da una tettoia con colonne portanti, architravi e travetti di sostegno della copertura in cemento armato, il tutto addossato al muro di contenimento del terreno retrostante fatto in muratura di pietra. E ben evidente il contrasto fra le due partì per i materiali usati: le partiin cemento dovrebbero essere da lastre di pietra.
Dal piastrino della fonte sporge un grosso tubo che eroga un abbondante flusso libero di acqua. La vasca a pozzetto di raccolta dell’acqua è stata realizzata con conci di pietra arenaria, squadrati e giustapposti, ricoperta da uno spesso cordolo di lastre di arenaria. Dal pozzetto, con una derivazione interna alla parete del muro di fondo, l’acqua confluisce nella grande vasca in cemento, suddivisa in due scomparti, del lavatoio. Dilato a questa, sotto il riparo della tettoia è posizionato un apparecchio telefonico a schede e gettoni di uso pubblico.
Provenienza dell’acqua: acquedotto AGAC. Proprietà della fonte:. comune di Busana. Potabilità dell’acqua: si Utenza: pubblica Ristrutturata recentemente, dopo il 2000.
Temperatura dell’aria: 12° C Portata idrica: 2 tlsec.
Temperatura dell’acqua: 70 C
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
Fontana di Frassinedolo
Località: Frassinedolo paese, dilato del campanile della chiesa parrocchiale.
Tipo di fontana:
E’posizionata sotto una tettoia, con strutture portanti in pareti di pietra e copertura in coppi; lo spazio sotto la tettoia è suddiviso in due parti da una sottile parete divisoria in muratura di pietra: a sinistra la fontana con ampia vasca di raccolta dell’acqua, a destra angolo di riposo attrezzato con tavolo in legno e panche in legno per accogliere i frequentatori della chiesa e del centro ricreativo annesso.
Dietro la parete di fondo della struttura è situata una cisterna di contenimento dell’acqua, alimentata ora dall’acquedotto AGAC, che porta inciso la data 1904.
Un semplice rubinetto a leva comanda il flusso dell’acqua.
Potabilità: si Utenza: pubblica Stato di manutenzione: buono
Proprietà dellp ‘ontana: comunità di Frassinedolo.
Temperatura aria: 100 C Temperatura acqua: 6° C
Portata idrica: 0,7 t/sec.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
LE FONTI DI S. LUCIA
Le acque di Cervarezza, provenienti dal monte Ventasso, sono sempre state conosciute per la loro freschezza, leggerezza ed abbondanza.
La coltre arenacea permeabile, ma a lenta filtrazione e la vastità del bacino imbrifero che coincide con le arenarie del Monte Campastrino, danno ottime garanzie per la purezza e la continuità nel tempo della sorgente di S. Lucia.
Il bacino imbrifero è coperto per la maggior parte da boschi di faggio ed ontano, che regolano l’umidità e rallentano l’evaporazione costituendo un ottimo aiuto per la costanza della portata delle sorgenti.
Non vi sono in tutta la zona soprastante la sorgente fenomeni carsici e di inghiottimento di acque superficiali proprio per la natura eminentemente silicea e scarsamente calcarea dell ‘arenaria.
Da parecchi anni, una Società formata da cervarezzini e da industriali di Reggio (S.A.M1.CER.) ha valorizzato l’acqua solforosa della sorgente di S. Lucia, già conosciuta fin dai tempi antichissimi, per le sue virtù medicinali.
Anche un’altra vicina sorgente viene sfruttata come ottima acqua ed è in commercio prima col nome di Acqua Cerva ora Fonte Ventasso
Queste acque dalla sorgente di S. Lucia scaturiscono a m. 900 s.l.m. sui pendii del monte Pizzarotta. La rinomanza idrica di Cervarezza si perde nel tempo per la grande quantità di acque fresche e pure che ha sempre generato dal suo sottosuolo. L’estrema leggerezza di questa acqua, che deriva dallo scarsissimo contenuto di calcio e di magnesio, elementi che determinano la pesantezza e la durezza di tutte le acque potabili, è unita ad una benefica azione terapeutica derivatagli dai suoi componenti: bicarbonato alcalino, cloruri, idrogeno solforato, Sali di litio, ecc. Dal punto di vista curativo i medici che hanno prescritto l’acqua di S. Lucia hanno rilevato benefici e duraturi effetti nei casi di alterazione del ricambio organico, nei processi infiammatori di varia natura, nelle dermatosi e dermatiti esogene ed endogene.
Desolforata, con un economicissimo procedimento ed addizionata di pochissima anidride carbonica, l’acqua di 5. Lucia risulta una gradevolissima ed insuperabile acqua minerale da tavola.
Considerata la validità dell’acqua un comitato promotore ha realizzato una costruzione per la captazione dell’acqua in modo igienico e ha avviato le pratiche per la concessione governativa.
Sono state gettate le basi per la costituzione di una Società sia perché l’acqua non vada inutilmente perduta sia per incrementare il lavoro e sviluppare il turismo. Superata una serie di difficoltà, finalmente il 18 giugno 1956 lo stabilimento era già in piena funzione e fra lo stupore della popolazione di Cervarezza, dei villeggianti e dei visitatori fu aperto al pubblico il Parco di S. Lucia delle Fonti che fu frequentatissimo.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
FONTE VENTASSO
(Estratto dall ‘opuscolo prodotto dalla Nuova SA. Mi CER S.p.a. :Fonte VENTASSO-sorgente a mt 1006 s.l.m.)
- L’ambiente
Se ci si addentra nel territorio del Parco del Gigante, tra l’orizzonte della Pietra di Bismantova e le dolci colline delle terre matfldjche, si scopre un paesaggio fantastico dominato dalla natura.
Fauna e Flora creano, soprattutto primavera ed estate, un’armonia di colori, suoni, profumi che lasciano ammirati e attomti.
Passeggiando tra questa natura ancora incontaminata, il canto degli uccelli, il verso degli animali e la musica del vento si avverte sommesso il gorgogliare di sorgenti acque pure e fresche che sgorgano spontanee dal Monte Ventasso o da piccole fontanelle a fianco dei sentieri, all’interno del Parco del Gigante.
Nel versante nord est a 1200 mt di quota, in una zona protetta e particolarmente ricca di vegetazione, nel cuore dell’Appennino reggiano, si trovano le due sorgenti di acqua oligominerale (giustamente mmeralizzate, fresche, pure disintossicanti e leggere) che fin dagli anrn ‘50 hanno dato vita allo stabilimento per I’imbottigliamento e la conimercializzazione delle risorse idriche.
-La nostra storia
SAMICER spa nasce nel 1955 con la finalità di produrre e commercializzare con il marchio VENTASSO.
Le sorgenti e la fonte erano note già nell’antichità e nel Medioevo come zone di sosta e di ristoro ed erano diventate un punto di riferimento per i pellegrini che attraversavano la penisola per raggiungere Roma.
Negli anni ‘60 SAMICER, con la costruzione di un nuovo stabilimento, ha contribuito allo sviluppo della zona limitrofa, mantenendo gelosamente intatta la natura circostante.
Col passare degli anni la cominercializzazione si è estesa ed ora esistono due linee di produzione con i marchi: VENTASSO e LIETA in Italia e il marchio S.LUCIA all ‘estero, in particolare USA,Francia,Ingbilterra.
- Le tecnologie
Nel 1989 l’azienda si espande ulteriormente e nel 1992 viene attuata una nslrutturazione generale sia degli impianti di impianti di imbottigliamento, per aumentare la capacità produttiva della linea PET e della linea VETRO, sia dei fabbricati adibiti a magazzino.
7n
Nel Gennaio 1998 entra in funzione un nuovo impianto per la auto produzione di bottiglie PET con una potenzialità di 8000 btlh, mentre la linea VETRO ha una potenzialità di 12000/14000 btlh.
Attualmente la superficie coperta dello stabilimento è di circa 8000mq per le due linee di inibottigliainento presenti.
- Classificazione delle acque minerali
La classificazione delle acque minerali avviene al cosiddetto “residuo fisso a i 8O0
cioè alla quantità di Sali di calcio disciolti in un litro.
Sulla base din tale residuo, indicato in mgflt, le acque minerali si dividono in
Minimamente Mineralizzate, Oligominerali, Mediominerali e Minerali.
MINIMAMENTE MINERALIZZATE
Sono acque con un bassissimo contenuto di sali minerali e Residuo fisso da O a SOmg./It
OLIGOMINERALI
Particolarmente diuretiche, sono adatte a chi soffre di ipertensione o a problemi legate a una digestione difficile. Residuo fisso da 50 a 500 mg./lt.
Rientra in questa categoria VENTASSO: è un acqua oligominerale molto leggera che, con il suo residuo fisso di l6OmgJlt e particolarmente indicata per le diete povere di sodio.
MEDIOMINERALI
Sono acque digestive grazie a una presenza di bicarbonato.
Residuo fisso da 500 a 1500 mg./lt.
MINERALI
Sono acque che contengono una quantità di Sali discioltiche è spesso superiore ai valori che la
CEE ammette per le acque potabili. Residuo fisso oltre i 1500 mg.Ilt.
PII
Il ph indica il grado di alcalinità (o acidità) dell’acqua. Da O a 7 campo acido. Oltre 7 campo alcalino.
L’acqua oligominerale VENTASSO ha un PH di 7,70 e si collega nel campo leggermente alcalino. (antiacido).
DUREZZA IN GRADI FRANCESI
La durezza, che si esprime in, gradi francesi (°F), indica la presenza di calcio e magnesio nell’acqua. In altri termini indica se un’acqua è più o meno calcarea. In base alla normativa CEE le acqua con durezza inferiore a 30°F sono dette “dolci”.
L’acqua oligominerale VENTASSO ha una durezza di 129F ed è consigliata per chi soffre di disturbi renali causali dall’eccessiva presenza di calcio e magnesio nell’organismo
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Fonte Ventasso
Acqua Minerale Naturale Oligominerale
Fonte di monte ad oltre mille metri Nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano
A.R.P.A. SEZIONE PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA
Analisi Chimica e Chimico-Fisica
Temperatura acqua alla sorgente °C 8,0
Conducibilità elettrica specifica
a 20°C in Micro Siemens 241
pFI 7,5
Residuo fisso a 180°C mgfl 156
Durezza totale in gradì francesi 11,4
Anidride carbonica libera
Alla sorgente mg/l 4,9
Composizione espressa in ioni mg/l
Sodio Na 9,2
Potassio K 0,2
Calcio Ca 39,2
Magnesio Mg 4,6
Cloro ci 3,0
SolfOricO SO4 24,9
Idrocarbonico HCO3 140
Elementi in tracce: fluoro, bario, stronzio,
litio, ferro, alluminio, nitrico, silice.
Giudizio ed osscs-vzioni Acqua oligommerale,
indicata p le diete povere di sodio (Alt 2 del
D.M. 1/2/ 1983). ReggioEmilja,05/02/2003
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
LE ACQUE MINERALI
Le acque minerali sono quelle che contengono quantità più o meno elevate (maggiori comunque che nelle acque comuni) di Sali odi gas (acque grosse).
Le acque minerali, a seconda dei componenti disciolti, si distinguono in: acidule ( così chiamate perché hanno sapore acidulo, che contengono oltre al bicarbonato di sodio, potassio, calcio e magnesio; sulfuree ( caratterizzate da un odore di uova putride) che contengono principalmente solfuri di sodio e calcio, nonché idrogeno solforato; salsobromoiodiche, che contengono notevoli quantità di bromuri ed ioduri; ferruginose, che contengono ossido e carbonio di ferro; magnesiache, che contengono prevalentemente Sali di magnesio; radioattive che contengono piccole quantità di sostanze radioattive.
Queste acque minerali sono largamente impiegate nel campo medico per le cure più varie, ed hanno dato luogo allo sviluppo di una fiorente industria, in oltre 200 località italiane, con oltre 300 aziende; l’imbottigliamento raggiunge oggi circa 40.000.000 di bottiglie all’anno.
A questo gruppo appartengono anche tutte le acque gassate che si possono ottenere mediante l’aggiunta la anidide carbonica o di acido tartarico e di un bicarbonato.
Le proprietà organolettiche e terapeutiche di queste ultime possono essere variate mediante l’aggiunta di Sali di litio o di altri metalli.
Per la purificazione industriale di grandi quantità di acque si ricorre in generale all’abbassamento della durezza, il quale si ottiene impiegando carbonato di sodio.
Questi metodi permettono l’ottenimento rapido di grandi quantità di acque depurate, le quali vengono impiegate: per l’alimentazione delle caldaie, per l’industria tessile, cartana,conciaria,chimica, ecc.
Le acque potabili, data la vastità d’impiego, richiedono per il loro ottenimento metodi alquanto economici.
Qualora l’acqua da rendere potabile contenga sostanze organiche o germi patogeni si ricorre alle sterilizzazione, che consiste nel trattarla con speciali sostanze ossidanti, oppure sottoporla all’azione di raggi ultravioletti.
La chiarificazione si può ottenere per filtrazione.
Si impiegano a questo scopo filtri meccanici in porcellana porosa, oppure seffi filtranti, formati da strati successivi di ghiaia, sabbia, carbone, asbesto, ecc.
Altro metodo è la purificazione per ebollizione, mediamente la quale si ottiene l’eliminazione di germi patogeni e la precipitazione dei carbonati e bicarbonati.
Una buona acqua potabile deve essere: limpida, incolore, inodore, sapida, fresca, aerata.
Nessuna traccia deve risultare, all’analisi chimica e batterica, di nitriti, di ammoniaca e di germi patogem.
Tratto da (Le fontane del Comune di Busana - Istituto Comprensivo “L. Ariosto”)
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