TURISMO

Lago Mesco o Mescà

“I laghi presenti nel crinale sono di origine glaciale e derivano da fenomeni di escavazione o sbarramento morenico. Negli anni ’50 l’uomo ha realizzato gli sbarramenti artificiali che hanno portato alcuni laghi del Parco alle dimensioni attuali. I laghi sono ambienti dinamici soggetti ad una lenta ma continua evoluzione. Il deposito di sostanze minerali derivanti dall’erosione e di parti di materia organica (foglie, rami, radici, vegetazione acquatica, resti di animali, ecc.) determina il progressivo interramento del lago dai bordi verso il centro. Con il trascorrere degli anni, il lago si trasforma via via in stagno, poi in torbiera o palude ed infine in prato.”

 

Lago Mesco o Mescà
Piccola cavità in zona che conserva tracce dell'antica glaciazione del Canale Scuro probabilmente riunita a quelle della Valle Liocca e profonda circa 6 Km nella valle.
Il Lago Mesco giace a m. 1361 s.l.m., è considerato d'origine glaciale ed è una pozza d'acqua che nella stagione delle piogge assume l'aspetto di palude prosciugandosi nelle estati siccitose. Per accedere al Lago Mesco si può partire da Succiso Nuovo o Varvilla o Varviglia che alcuni studiosi fanno risalire ai primordi nelgi insediamenti umani alto-appenninici per il rinvenimento in loco di selci e tracce di focolari. Da questa località nella Valle dei Cavalieri, come viene definita l'alta Valle dell'Enza, si percorre il sentiero segnalato dal Cai con il n. 655. Il tempo di percorrenza è di circa un'ora.

Per informazioni: Museo del Sughero tel. 0522 890655 fax. 0522 890749
mail: museodelsughero@unionecomuni.re.it
(Tratto da I laghi dell’Appennino Reggiano di Claudio Soli)