TURISMO

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Pietro da Talada Maestro di Borsigliana

Nel 2010 è stato approvato nel consiglio del Comune di Busana il protocollo d'intesa tra l'Unione dei Comuni, il Comune di Busana, il Comune di Piazza al Serchio, il Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano e la Comunità Montana della Garfagnana finalizzato alla realizzazione di una pubblicazione nell'ambito della collana editoriale della banca dell'identità e della memoria della Comunità Montana Garfagnana, ed alla valorizzazione della conoscenza delle opere e della vita del Maestro di Borsigliana

A Marzo 2011 nella sede del Municipio di Piazza al Serchio, si è proceduto alla firmato di un protocollo sul progetto di valorizzazione del "maestro di Borsigliana” .
Gli obiettivi e le azioni in cui il progetto è articolato si propongono di realizzare allo stesso tempo una ulteriore valorizzazione della figura di Pietro da Talada e delle sue pregevolissime opere pittoriche, oltre che dei territori in cui il maestro ha vissuto ed operato unendo così i due versanti appenninici dalla valle del Secchia a quella del Serchio.

Le fasi del lavoro che si sta portando avanti sono molteplici, ci si propone infatti di ricostruire in modo completo e documentato il lavoro dell’artista, grazie anche alla collaborazione di esperti; il materiale raccolto verrà quindi riunito in un volume che sarà pubblicato dalla Banca dell’identità e della memoria. Uno degli obiettivi primari del progetto è anche quello di far conoscere e mettere in luce tutti i luoghi in cui toccati dal maestro durante la sua vita, costruendo così un itinerario artistico e culturale tra i due versanti dell’Appennino che diventerà un vero e proprio percorso turistico dal paese di Talada fino alla Versilia, fruibile da parte del pubblico grazie alla stampa di un depliant in cui saranno riportate tutte le tappe della vita e del lavoro di Pietro da Talada.

Con questo progetto si vuole quindi coniugare l’approfondimento dell’aspetto artistico e culturale dell’artista con un’idea di sviluppo turistico che parta proprio dalla valorizzazione delle eccellenze del territorio, puntando a diffondere la conoscenza della figura di Pietro da Talada e dei luoghi in cui si possono ammirare le sue opere, ma anche bellissimi paesaggi e beni culturali, ad un pubblico più ampio, incrementando l’antico legame tra i due versanti dell’Appennino in modo da moltiplicare le occasioni di contatto tra le due aree per favorire un flusso turistico nuovo, proprio grazie alla valorizzazione dell’artista, delle sue opere e dei luoghi che le custodiscono.

PIETRO DA TALADA

Questo importante artista emerge dal buio dell’oblio nel 1963, quando Giuseppe Ardighi lo attesta come autore del trittico visitabile nella chiesa di Santa Maria di Borsigliana (Piazza al Serchio), opera sino ad allora attribuita a Gentile da Fabriano o ad un pittore di scuola lombardo – valenzana, esponente del gotico internazionale. Talada viene invece riconosciuta come luogo di origine del pittore quando, in un inventario degli inizi del secolo, viene recuperata la precisa descrizione della Madonna del Bambino di Rocca di Soraggio (Sillano), dove compaiono il nome del committente (Joannes Calesbarius) e la firma dell’autore (Hoc opus f… fieri Joannes Calesblarius de Soragio 1463. Et pictus fuit p. me Petrus de Talata). Alcune ipotesi vedono il maestro di Borsigliana educato artisticamente in ambito reggiano, spartito tra montagna reggiana e Garfagnana, dove poi ha esercitato. Uno degli aspetti particolari della cultura del pittore è l’accuratezza con cui egli si prodiga nella rappresentazione dei particolari, difficilmente colti dall’osservatore, quindi eseguiti forse per compiacimento personale: le acconciature delle sue Madonne e i particolari degli abiti dei Bambinelli, che ne magnificano la bellezza.


Formano il corpus del pittore le seguenti opere: Il trittico di Borsigliana “Madonna col Bambino tra i Santi Prospero e Nicola”, noto nella storia dell’arte toscana anche per un furto e un tentativo di esportazione illegale. “Madonna col Bambino”, oggi a Lucca, nel museo nazionale di Villa Guinigi, proveniente dalla chiesa di Rocca di Soraggio. “Madonna Assunta”, nella chiesa di Santa Maria Assunta di Stazzema (Lucca), uno pseudotrittico che si può ammirare sulla parete sinistra dell’altare maggiore, l’opera pittorica più importante della Versilia. “Madonna col Bambino” della chiesa di Santa Maria di Capraia di Pieve Fosciana, dove Maria insegna a leggere a Gesù tenendo in mano un libro aperto sulla pagina del Magnificat, mentre il bambino unisce vocali e consonanti su una tavoletta di legno. “Madonna col Bambino” appartenente ad una collezione privata a Firenze. “Madonna col Bambino tra i santi Lorenzo e Giovanni Battista nel santuario della Madonna del Soccorso, Corfino di Villacollemandina. “San Giovanni Battista”, facente parte del trittico di Soraggio, acquisito dal museo nazionale di Lucca. “I quattro santi” di Vitoio Carbongiano, resti di un polittico, rifilati ai margini e ricomposti in un’ancona lignea ai lati di una madonna cinquecentesca.


Le pitture di Pietro sono contrassegnate da stilemi tardo gotici che, ad una lettura superficiale, paiono fuori luogo, dato che già dal secondo decennio del Quattrocento si andava affermando il Rinascimento. Eppure, Pietro non è un’eccezione. Lo storico olandese Johan Huizinga (1872 – 1945) dimostra l’originalità e i caratteri creativi, non solo replicanti, dell’arte (e dell’architettura) gotica di quel periodo. Gentile da Fabriano, così simile a Pietro da Talada, non si limita alla reiterazione del gotico giottesco tradizionale, ma esprime una continua e originale ricerca. Stessa originalità che ritroviamo nelle tavole di Pietro. In quel periodo, inoltre, le piccole corti delle Marche fiorivano di scuole ed opere, in feconda relazione con Bologna e Ferrara (capitale del Ducato estense, di cui la Garfagnana era parte), Venezia e la Lombardia. Tanti maestri delle Marche, insieme ad altri provenienti dalla Spagna e dal Portogallo, operarono nella penisola. In Toscana, tra il 1411 e il 1434, lavorò Alvaro Pires de Évora, portoghese, interessato (come il maestro di Borsigliana) all’umanità e ai caratteri dei personaggi, oltre che alla cura per i dettagli. Anch’egli fa un uso abbondante di oro, azzurrite, rosso garanza (robbia). Da Firenze partirono i grandi maestri del gotico internazionale: Gherardo Sternina – che ritroviamo in Spagna, a Valencia – e Dello Delli, nominato Cavaliere del re di Castiglia. In un’Italia suddivisa in 13 stati, per la prima volta, dopo molti secoli, non si registrano invasioni straniere. La relativa “pace” permette il fiorire delle arti. Sotto Nicolò III d’Este (1384-1441) Ferrara, capitale del Ducato che tagliava a metà la penisola e che comprendeva la Garfagnana, era diventata un grande centro culturale. Al concilio di Ferrara, nel 1438, il pittore “ufficiale” è Pisanello, al quale Gentile da Fabriano (prima attribuzione del trittico di Borsigliana) , morendo a Roma nel 1427, aveva lasciato gli strumenti da lavoro.
 

 

Documenti allegati:

File pdf Pietro da Talada
Protocollo d'Intesa