TURISMO

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Collagna

COLLAGNA

CollagnaIl capoluogo appare raccolto su un rilievo di forma circolare, dominato a nord-ovest dalla cima del Ventasso, mentre a sud-est scorre ai suoi piedi il Secchia. Di antiche origini (la prima citazione documentata del toponimo è del 1153), fu feudo dei Vallisneri e poi dei Vigarani-Toschi.La Strada Statale n°63 attraversa tutto l’abitato separandolo in due nuclei situati a quote differenti, dei quali il più antico è collocato a valle della strada. La vecchia strada maestra, denominata “via della Fonte”, si snoda a lato di vetusti fabbricati, in parte ristrutturati, sulle cui facciate rimangono saltuariamente visibili elementi scultorei recanti datazioni cinquecentesche, stemmi in arenaria, portali e finestre finemente scolpite. La Corte Pallai, situata al centro del capoluogo, è costituita da un complesso di edifici costruiti nel 1500 dai Caneri fuggiti dalla toscana dopo il fallito attentato a Lorenzo de Medici. Al centro del paese costruirono la loro fortezza a cui si accedeva per quattro grandi portoni. In questi ultimi anni, in accordo con la Sovrintendenza dei Beni Ambientali, si è provveduto al recupero della quasi totalità degli edifici. Attualmente l’elemento caratterizzante del paesaggio architettonico di Collagna è invece la chiesa parrocchiale in stile neo-medievale, eretta in luogo dell’antico edificio religioso, citato in numerosi documenti storici.A pochi Km prima del paese sulla SS 63 sono visibili due fabbricati separati e dislocati a quote differenti, entrambi adibiti a mulino. L'edificio a quota superiore, eretto nel 1923, è a pianta rettangolare, impostata su due piani e conserva una originale ruota verticale. A valle del primo è situato il mulino a ruote orizzontali, la cui costruzione originale risale al XVII secolo ed ha subito limitati rimaneggiamenti nei secoli. Nel fianco meridionale si trova il portale di ingresso a luce riquadrata che reca in architrave il millesimo 1634. Nel fianco occidentale c'è un portale a tutto sesto ottocentesco con chiave di volta in arenaria sagomata. Il mulino era caratterizzato da due ruote orizzontali ancora visibili unitamente alla grande vasca di raccolta delle acque.

ACQUABONA

Nella parte più bassa del Comune di Collagna, a nord del capoluogo, si trova Acquabona le cui case poste una a ridosso dell'altra, sembrano chiedere protezione ai secolari castagni che fanno da argine alle pietrose cime del Ventasso. La chiesa del borgo è dedicata a S. Rocco. Nel contrafforte di una casa che si affaccia sulla strada statale, è incastonata una pregevole icona marmorea, probabilmente della seconda metà del XIX secolo, raffigurante San Biagio. Nella estremità superiore del borgo è notabile un edificio padronale che si affaccia all'interno di una corte chiusa, delimitata da un portale di ingresso in arenaria con arco a tutto sesto.

VALLISNERA

VallisneraVallisnera fu la località avita della nobile famiglia dei “Da Vallisnera”, che ebbe un ruolo importante nelle vicende medievali della montagna reggiana; questa famiglia vi possedeva una rocca, che venne distrutta nel corso di cruenti assalti avvenuti durante il medioevo; rimangono tuttora i ruderi di tale fortilizio, sulla sommità di uno scoglio roccioso che strapiomba sull’omonimo rio, in posizione antistante al moderno abitato. Quest’ultimo è suddiviso in tre frazioni: Di Mezzo, Di Sopra e Di Sotto, al cui interno sono ancora oggi osservabili testimonianze di un decoroso passato edilizio. Tra la villa di Sotto e quella di Sotto è stata edificata l’attuale chiesa parrocchiale, dedicata a San Pietro, già dipendente nel 1146 della Pieve di Campigliola.

VALBONA

Il borgo di Valbona, tra i più elevati insediamenti  permanenti dell’appennino reggiano, è situato al centro di un’ampia conca prativa in bellissima posizione panoramica sull’antistante monte Casarola. Prossimo all’antico confine  con gli stati parmensi, fu sede per secoli di una comunità essenzialmente dedicata alla pastorizia. Il paesaggio edilizio del borgo fu caratterizzato, sino a tempi recenti, da fabbricati con tetti in lastre di pietra o coperti in paglia. Attualmente, a causa della instabilità del terreno e delle mutate condizioni economiche, è sopravvenuta la radicale trasformazione del vecchio tessuto edilizio, benché ancora oggi rimangano visibili sporadici esempi di architettura rurale tradizionale alto appenninica con tetto in lastre di arenaria. Nel borgo sono inoltre osservabili pregevoli immagini devozionali in marmo apuano, pilastri votivi  ed una rustica chiave di volta settecentesca  raffigurante un leone rampante.

CERRETO ALPI

Cerreto AlpiIl più antico borgo del comune si trova oltre gli “Schiocchi”, sulla sponda destra del Secchia. Risulta donato dalla regina Cunegonda al Monastero di S. Alessandro di Parma nell’835 e nel secolo XI divenne proprietà dei Vallisneri. A lungo conteso con i Da Dallo, passò infine agli estensi nel XV secolo, rimanendo sotto il loro dominio sino all’Unità d’Italia.L’abitato è diviso in tre nuclei di fabbricati: il primo, certamente il più antico, è arroccato attorno alla chiesa parrocchiale; gli altri due sono invece situati alla destra idrografica del Canale Cerretano e sulla sommità del colle che sovrasta l’abitato. Le tecniche costruttive dei fabbricati sono quelle proprie dell’alto appennino: manto di copertura che originariamente era costituito da lastre di pietra o paglia di segale, edifici di piccole dimensioni disposti su due livelli, piccole aie lastricate, murature eterogenee in pietra con rinforzi d’angolo in blocchi ben squadrati di arenaria, portali e finestre in arenaria appenninica, di pregevole qualità artistica; piccole finestre e numerose immagini sacre in marmo apuano situate in vari punti dell’abitato. La conformazione del borgo rispecchia le difficili condizioni ambientali: gli edifici sono infatti strettamente addossati in modo da assicurare una efficace protezione nei confronti delle avversità climatiche. La chiesa parrocchiale, che sovrasta le case del borgo, è dedicata a San Giovanni e conserva il portale settecentesco, datato 1724. All’interno sono notabili i sedili lapidei del coro, risalenti al 1664. Si segnala infine il vecchio mulino di Cerreto, risalente agli inizi del XIX secolo e oggetto di un recente pregevole intervento di recupero a cura del Parco del Gigante che ne ha fatto sede in un proprio centro visita. All'interno dell'ampio castagneto situato nell'estremità settentrionale del colle arenaceo che sormonta il borgo di Cerreto Alpi, sono osservabili alcuni significativi metati per castagne. Queste strutture erano utilizzate per conservare ed essiccare le castagne. Fra questi appare un fabbricato attribuibile al XVII secolo con portale scolpito con croce a bassorilievo ed altri simboli e con copertura in lastre. A breve distanza si eleva un pilastro votivo attribuibile al XIX secolo, dedicato alla Beata Vergine.

GABELLINA

Seguendo la Statale 63 in direzione sud troviamo, a poca distanza di Cerreto Alpi, il Ponte del Barone e la Gabellina, poche case a ridosso del Secchia.Gabellina è storicamente famosa in quanto vi veniva pagata la dogana per il passaggio dal ducato degli Estensi alla Lunigiana nel periodo 1830-1844. Vi è inoltre una struttura alberghiera inattiva, molto nota all’inizio del secolo scorso, magistralmente gestita dal padre di Casare Zavattini. Gli anziani ricordano ancora il giovane Cesare che, nelle pause di studio, serviva distrattamente ai tavoli.

CERRETO LAGHI

Cerreto Laghi - ImpiantiDal Passo del Cerreto, procedendo verso sud-est, si giunge al moderno centro turistico di Cerreto Laghi. Qui troviamo numerosi alberghi, ristoranti, condomini e costruzioni di ogni genere, protette e nescoste dai boschi attorno ai laghi cerretani. Moderni impianti di risalita consentono di praticare sulle diverse piste gli sport invernali: infatti Cerreto Laghi é noto soprattutto come stazione sciistica ed è senza dubbio la più attrezzata dell’appennino reggiano. A completare la moderna stazione è in funzione il “Palazzo del Ghiaccio”, unica struttura del genere con un bacino di utenza che va oltre i confini del versante emiliano e tirrennico dell’appennino.

Documenti allegati:

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Depliant illustrativo delle frazioni di Collagna

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Depliant illustrativo delle frazioni di Collagna