"Busana é terra di passo a chi parte di Toscana e di Garfagnana et viene a Reggio o Modena...".Questa citazione, compresa in un’ampia relazione relativa al Feudo della zona, mostra l’importanza strategica di Busana, relativamente al dominio di buona parte dell’alta valle del Secchia, delle strade e dei passi che a essa immettevano, non é l’unica. Ma altre notizie, documenti, ritrovamenti archeologici, non consentono di avere un’idea precisa circa il remoto insediamento umano in questa terra. E’ possibile solo trarre deduzioni, farsi opinioni più o meno opinabili, suffragate dalla conoscenza dei luoghi e da quel tanto che storicamente é stato possibile reperire. Nel 176 a.C. alla fine della seconda guerra punica i Romani decisero di por fine alle ribellioni dei Liguri che non permettevano la conquista del loro territorio, punto strategico per mantenere le comunicazioni tra la terra emiliana e il mar Ligure. Dopo alterne vicende che durarono 80 anni i Romani riuscirono a por termine a queste lotte. Costituirono in seguito un vasto territorio che chiamarono "Ager Frinanus" che andava dalla valle del Taro ( Parma ) a quello del Reno (Bologna) ed era suddiviso in parecchie aree tra le quali troviamo Pusiana = Busiana, terra di Busio. I Busii furono abitatori di questo territorio alla fine del primo millennio e con l’andare del tempo il loro nome di famiglia si trasformò in Bucci. Dopo queste prime notizie non ci é stato possibile reperire altre informazioni in riguardo alla vita di questi luoghi; soltanto poco prima del 1000 da documenti giacenti presso l’Archivio di Stato di Reggio si é certi dell’esistenza in loco di una cappella dedicata a S. Venanzio e quindi di un insediamento umano ben costituito. In seguito tale cappella venne inserita tra i beni che i Marchesi di Canossa, avi di Matilde, ebbero nell’anno 1070 dal Vescovo di Reggio. I Canossa, proprietari del territorio, intuirono l’importanza strategica del luogo e quindi fecero costruire il Castello di Busana, posizionato su una roccia a sud del paese dominante l’intera valle. Alla morte della Contessa Matilde il Castello tornò ad essere patrimonio della Chiesa con tutto il territorio ad esso soggetto. Tra il 1200 -1300 i Conti Dalli, originari della Garfagnana, che già possedevano altri castelli e territori nella Valle del Secchia e dell’Ozola, presero possesso del Castello di Busana e dominarono con prepotenza fino al 1444, quando il Duca di Modena, Lionello d’Este, legittimò il loro possesso. Questa potente famiglia governò fino al 1600. Negli anni a venire si susseguirono altre potenti famiglie fino al 1790. Nel 1800 iniziò il governo Napoleonico sotto il quale gli abitanti del territorio, pur godendo di una ventata di libertà, subirono spiacevoli conseguenze per il dominio francese. Busana, dopo il periodo Napoleonico, passò attraverso tutti gli eventi storici conseguenti la restaurazione Estense e le guerre risorgimentali. Il Castello iniziò una lenta e inesorabile fine, prima per opera dell’uomo, poi per lo scorrere del tempo ed infine per un terribile sisma che nel 1920 lo demolì quasi completamente. Al suo posto venne costruita la Chiesa di S. Venanzio.