TERRITORIO AMBIENTE E STORIA
Ramiseto è un comune raccolto entro la conca boscosa, minacciata dalle frane, che si sviluppa tra la cima del monte Ventasso, l'Alpe di Succiso e la sponda destra dell'Enza, al centro della quale convergono a ventaglio i diversi rami del torrente Lonza.Parzialmente compresa all'interno di quella che da tempo immemorabile viene chiamata "Valle dei Cavalieri", la zona appare isolata e stranamente dimenticata dalla Storia, che dovette occuparsene solamente nel tentativo vano e protratto per secoli di spartirla e di tracciarvi dei confini, pagando lo scotto della propria impervietà e dell'essere posta a cavallo tra i territori di Reggio, Parma e della Toscana. Lo sporadico ritrovamento di alcuni reperti paleolitici nei pressi di Succiso apre insospettabili spiragli sulla datazione dei primi insediamenti umani.Lo stabilizzarsi di temperature più miti durante il Mesolitico giustifica inoltre la migrazione stagionale dal versante toscano di nuclei di cacciatori, che la sciarono sul crinale - in particolare attorno al lago Mescà - tracce più consistenti dei loro spostamenti. Ma non si trattava ancora di popolamento organizzato. Questo non è riscontrabile nella zona neppure in età romana, quando ci ci limitava probabilmente a frequentare alcuni itinerari di valico tanto elevati da non richiedere impegnative operazioni di disboscamento (manufatti dell'epoca sono stati rinvenuti a Nigone, nelle cui vicinanze doveva passare una strada di qualche importanza). Anticamente il territorio di Ramiseto faceva parte dei feudi della famiglia dei Terzi. Nel secolo XV gli Estensi ne investirono i Vallisneri, come risulta dagli atti del 1453 e del 1472. Essi tennero la località sino alla soppressione dei feudi. I Vallisneri, destinati a guadagnarsi l'insolita fama di imbelli e remissivi, provenivano dall'altro versante del Ventasso e miravano allora ad estendere e consolidare i propri domini mediante un'accorta politica di alleanze: a loro risale forse la costruzione del castello di Nigone, un'iniziale scelta di campo in favore del Comune di Parma e infine la promessa di fedeltà al comune reggiano, sottoscritta nel 1237 per la comunità di Ramiseto da un certo Lombardellus. Dieci anni più tardi avrebbero però avuto la peggio di fronte all'intraprendenza di una famiglia rivale, i Terzi Cornazzini, subentrata nell'amministrazione del feudo per concessione dell'Imperatore Federico II, ratificata nel 1389 da Venceslao. I Vallisneri si erano affrettati nel frattempo a dichiarare la propria sottomissione agli Estensi, ricavandone la reinvestitura dei territori perduti e impiantando il ramo nigonese della famiglia: tra controversie interne, spartizioni, assalti al castello e acquisizione di parentele illustri il loro dominio durerà fino alla soppressione dei feudi, compreso un disastroso passaggio delle truppe francesi nel 1648 e due spaventose slavine che cambieranno la fisionomia del luogo. Dopo la Restaurazione Estense il territorio fu spesso smembrato e ciò fino al 1860, data in cui il comune di Ramiseto assunse l'attuale fisionomia.